22 Febbraio 2012

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leggende cestistiche
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leggende cestistiche

Leggende e Leggendari
A grande richiesta inizierò a scrivere le cosidette "leggende" cestistiche che mi sono capitate nella mia lunga ed ancora attiva carriera di cestista, streetballer, allenatore, vice-allenatore, baskettaro, campettaro, etc etc, insomma un vero e proprio resoconto degli aneddoti e delle situazioni nelle quali sono stato protagonista e che mi hanno reso il primo della lista dei "Leggendari" (come dice Boa).
Innanzitutto posso dirvi che i Leggendari sono un gruppo di giocatori di fascia suprema dei campetti molto ristretta, una sorta di High-Landers del Basket.
Difficile da spiegare ma quando ne vedete uno giocare ne capirete subito il significato e il valore di gioco anche se poi dovesse perdere la partita.
Come prima leggenda e introduzione a questo post vi voglio raccontare degli albori.
All´età di 4 anni ero affascinato da questo stupendo sport che si chiama basket, verso l´una di notte rimanevo sveglio per seguire le partite NBA su TVCapodistria, Antenna Nord e TeleMonteCarlo; sono stato un bambino fortunato perché ai tempi la mia famiglia poteva permettersi un tenore alto di vita di conseguenza nel giro di 2 anni avevo già TV a colori, videoregistratore e antenna televisiva rotativa per cambiare le frequenze di ricezione dei canali (ora ci sono i satellitari ma ai tempi i canali europei col cavolo che li vedevi senza antenna rotativa).
Questa mia passione di conseguenza sfociava nel desiderio di giocare, ma andiamo per gradi.
A 4 anni come dicevo iniziavo ad avere un´attrazione assurda per questo sport e appena potevo cercavo di palleggiare con uno dei palloni da basket della squadra di mia nonna (il Modina Basket di Faenza) col risultato che la palla essendo più grande di me 9 volte su dieci mi schiacciava a terra.
A 5 anni per me iniziano le elementari e qui conosco il mio primo allenatore di minibasket che è anche un giocatore del Modina Basket, il mitico Aldo Reggi che vede subito la mia passione e m´insegna la tecnica di tiro; devo dire che come attività scolastica per indirizzare allo sport è stata molto importante per me e peccato non si faccia più nelle scuole, comunque quando Aldo veniva ad insegnarci io seguivo ogni parola attentamente e a fare esercizi specifici con lui eravamo solo due: io e il mio carissimo amico Naldini Clay che ai tempi faceva ju-jitsu ed era già alla cintura nera (un vero atleta se ce ne è uno).
A 6 anni studiavo i movimenti dei giocatori in TV (serie A, NBA e di tanto in tanto anche qualche campionato Slavo che mi pento non aver videoregistrato), quando i miei genitori mi portano al palazzetto a vedere la squadra di mia nonna per me è come un sogno, per la prima volta vedo un campo regolamentare di pallacanestro e lì ho capito subito che sarebbe stato il mio sport.
Inizio a martellare i miei che voglio giocare a basket, ma mi becco sempre le stesse risposte: "...ti puoi far male..." "...e poi porti gli occhiali..." (ora non li porto più ma questa è un´altra storia) e altre scuse soprattutto da parte di mia mamma che è molto apprensiva, come risultato ottengo che mio padre mi porti in palestra con lui a fare esercizi e lotta greco-romana ma dopo solo 1 mese mi stufo e smetto.
Poi dopo varie spiegazioni ottengo di poter andare da solo a tirare a canestro nel campetto di San Domenico (ora sede del Basket Femminile a Faenza), tutti i pomeriggi e le Domeniche mattina andavo ad allenarmi e nel frattempo avevo ripreso ad andare in palestra con mio babbo che mi faceva fare preparazione atletica.
Verso gli 11 anni faccio visita per poter mettere le lenti a contatto, nel frattempo ero cresciuto fisicamente e m´impongo per poter giocare a basket, finalmente entro a far parte della squadra giovanile e inizio gli allenamenti al mitico Liceo Scientifico sotto la supervisione di Dardone (Dardi Sergio) in seguito Macio (Cenni Massimo) e infine di Primo Lusa, purtroppo mi alleno ma non riesco a giocare con i miei amici e coetanei per colpa di infortuni e di uno zio presidente stupido e invidioso delle mie capacità, tanto che per essere sicuro che gli allenatori non mi facessero giocare non mi tesserava mai in tempo utile; preso dalla disperazione e dal nervoso a 18 anni mi ritrovo costretto a fuggire da un ambiente che amavo ma che non mi lasciava spazio d´esprimermi e di giocare.
Dopo 1 anno mi torna voglia di giocare e ricontatto alcuni miei compagni che ora facevano parte di una squadra di Prima Divisione, la Libertas Faenza.
Qui posso allenarmi per 1 anno poi la squadra viene smantellata perché purtroppo nonostante avessimo vinto il campionato, passando di categoria non avevamo sponsors per pagare la categoria superiore.
Perdo di vista i miei amici che avevo ritrovato, per caso fortuito avevo conservato il numero di un ragazzo più grande di due anni, la mia voglia di giocare è talmente tanta che lo chiamo; mi risponde ed è felicissimo di sentirmi, io tentenno un pò e lui di rimando mi dice: "Stasera facciamo allenamento, passo a prenderti io. Devi venire assolutamente e poi ci sono anche Morris e Torcia. Preparati fra 1 ora sono lì, andiamo a Granarolo."
A 19 anni eravamo ridotti a giocare in CSI per colpa di menefreghismo e dell´assurdo pensiero di quei tempi per cui era meglio un ultra 40enne piuttosto che di un giovane in squadra anche se il giovane era un fenomeno.
Comunque, grazie Sam!!! (n.d.B. Samuele Ancarani)
Leggenda del tiro allo scadere
Come promesso inizio a riportare le leggende da me compiute, non saranno in ordine cronologico anche perché non mi ricordo benissimo tutti gli eventi in ordine e poi le scriverò man mano che mi verranno in mente anche perché alcune le ho rispolverate da poco dai meandri della mia mente grazie anche alle rievocazioni di amici che ho reincontrato di recente.
La leggenda del buzzer-beater ovvero tiro preso e realizzato allo scadere potrebbe anche avere come sottotitolo "non sottovalutare la potenza di Play-Bigio!" (parafrasando la pubblicità di una nota console).
Campionato CSI di Faenza stagione 1997/98 anno strano per un campionato amatori perché diversi giocatori di serie C e D ed alcuni ex-giocatori di serie A e B decisero di parteciparvi, alcuni per passione cestistica, altri come sorta di allenamenti di rieducazione e altri ancora solo per il puro gusto di vincere un campionato, comunque sia il livello di gioco era notevole ed una delle squadre più accreditate era il Castelbolognese oltre al solito Tiffany e alla squadra di Bagnacavallo.
In griglia Play-Off ai quarti finiamo proprio contro il Castelbolognese allora gestita dall´amico Morini che oltre ad esserne il presidente ne faceva le veci anche di allenatore, essendo tra l´altro anche arbitro ci aspettavamo un arbitraggio casalingo.
Noi eravamo a ranghi ridotti ed eravamo senza anche Bando (Bandini Marco) il nostro allenatore causa una forte influenza, al suo posto ci diresse l´infallibile Igor Campoli.
La partita è punto a punto ed è tirata fino alla fine quando a 12 sec dal termine viene fischiato il 5° fallo a Sandro (Alessandro Samorì) che era il nostro unico play-maker di ruolo rimastoci, pronto time-out di coach Campoli.
Purtroppo l´arbitraggio casalingo ci aveva fatto perdere i portatori di palla, Roby (Roberto Bertoni) Sandro (Alessandro Samorì) e Gara (Garavini Massimo), Igor non ha dubbi e dice:"Il Playmaker lo fa Bigio!", i compagni di squadra lo guardano un pò straniti e lui replica:"Fidatevi! Sò quel che dico!".
Rientriamo in campo, il giocatore di Castello realizza il primo libero e porta a +2 la sua squadra, sbaglia il secondo che colpisce il ferro frontale del canestro e il rimbalzo lo catturo in un nano-secondo e mi fiondo in contropiede sul lato opposto.
Un altro giocatore di Castello era rimasto nel centro della sua area, allora decido di allargarmi in angolo anche perché con la coda dell´occhio vedo arrivare a rimorchio in zona centrale Morris (Naldini Morris), ora il difensore deve fare una scelta: a) uscire su di me e rischiare un passaggio per il rimorchio b) stare su Morris e lasciarmi un tiro, per aiutarlo nella scelta sto a cavallo della linea dei 3 punti.
Il difensore che se non mi ricordo male era Rontini Giovanni decide di lasciarmi un tiro da 2 punti così al limite nel supplementare loro avevano sicuramente più uomini e di certo molta più freschezza ed è qui che ha commesso un errore.
Guardo per terra e con uno step back eseguo Kiki-Move con tiro da 3 punti, all´inizio del tiro si sente: "No! No! No!" provenire dalla nostra panchina, "5....4...." dall´ufficiale di campo, "Sì! Sì! Sì!" dalla panchina avversaria, Igor coi pugni già al cielo in segno di vittoria nel momento del tiro e la palla che sale con una parabola lunga, poi appena inizia la fase discendente le cose cambiano gli avversari iniziano a dire "No! No! No! Non è vero! Non può essere!" "3....2...." dall´ufficiale di campo, "Sìììì! Sìììì! Sìììì! Dai Bigioooo" dalla nostra panchina, quando l´ufficiale di campo chiama l´1 la palla è sopra al cerchio ed allo zero con relativa sirena la palla entra con un maestoso "ciuff" (in America dicono swish).
Boato assurdo, io che rimango un attimo col braccio alzato con ancora la mano nella posizione di rilascio, Igor che salta dalla gioia e i miei compagni che mi vengono incontro ad acclamarmi con Jan (Guerrini) che mi abbraccia e mi solleva da terra, Moro molto sportivamente viene a congratularsi con me e mi dice:"Sei un giocatore incredibile!" prende una pausa e poi sorridendo "Però proprio tu dovevi buttarmi fuori? Tu quoque Bigio!"
Il più bel suono che possa sentire un giocatore è quello della retina che viene infilata senza sfiorare il ferro del canestro e sono sicuro che molti dei presenti non lo scorderanno facilmente.
Purtroppo poi in semifinale abbiamo perso contro la corazzata cestistica del Bagnacavallo e siamo arrivati solo terzi.
La leggenda della gnokka e del tiro libero
Come promesso continuo ad aggiungere leggende, come descritto nel mio primo post il mio blog è interamente centrato sul basket e sulle donne e questa leggenda parla di entrambe.
La leggenda della gnokka e del tiro libero potrebbe avere come sottotitolo "La sfida di Daca!" (soprannome di Daliborka Jokic) ma andiamo con ordine.
Spesso e volentieri la sera dopo il lavoro, per ricaricarmi mentalmente, vado al campetto a fare allenamento personale e come mia abitudine a fine di ciò eseguo dei tiri liberi.
Mentre sto tirando, sento una voce femminile proveniente da dietro di me dire: "Bravo! Fanne un altro!", mi giro e vedo Daca con volto sorridente.
Avete dubbi in merito?
Potevo forse rifiutare la richiesta di una gnokka?
Senza indugi eseguo un altro tiro libero, e lei quasi con tono misto sfida e misto sensuale mi dice:" Bravo...ma vediamo se riesci farlo con qualcuno che ti disturba e che ti fissa.", io le sorrido e dico: "Non c´é problema!" e detto ciò eseguo un altro tiro libero in maniera impeccabile, lei mi risorride e mi dice:"Ah ma allora sei proprio un mito!", detto ciò arriva il marito a prenderla in auto.
Devo riconoscere che è stato difficile eseguire un tiro libero con una gnokka come lei che ti fissa, ma dopotutto sono un leggendario e non potevo sbagliare no?
Leggenda delle 3 stoppate
La leggenda delle 3 stoppate ha una morale al suo interno e per molti versi è una delle mie preferite.
Non ricordo bene l´anno preciso mi pare fosse il ´95 o ´96, io giocavo con il D.D.T. (Delicati Demolitori di Tabelloni) in campionato amatori CSI a Faenza, quell´anno per motivi ignoti il regolamento subì delle variazioni e chi giocava in prima divisione poteva anche giocare negli amatori, capitò così che diverse squadre facessero doppio campionato, una tra queste i "Devils" squadra di ottimo livello di gioco.
Nei Devils militava un collega che si pavoneggiava del fatto di allenarsi anche con la prima squadra di Faenza che militava in serie C2.
La sera della partita contro di noi, iniziò a fare il più classico dei "Trash-Talking" per guadagnare un vantaggio psicologico, con frasi del tipo: "Ah ma io mi alleno anche con la serie C, questi non mi vedono nemmeno" oppure "Basterei solo io per fargli 30 punti in fila e vincere facile" o "Con me in campo questi non vedono palla", e la cosa continuò per tutto il riscaldamento.
Anche durante i cambi e i time-out questo modo di fare e di ostentare questa presunta superiorità cresceva e diventava cosa comune di squadra, ma c´é un limite a tutto!
La goccia che fece traboccare il vaso della mia pazienza è stata la seguente affermazione durante un loro cambio: "Ma cosa mi metti sù a fare contro di questi, tanto sono marci. Mica sanno fare a giocare!".
A questa affermazione mi volto verso il mio allenatore e dico: " Bando, fammi entrare!", il coach mi guarda e dice: "Cosa hai in mente?" io replico: "Spadone lo marco io!", Bando: "Quando hai gli occhi della tigre non posso lasciarti in panca" poi si volta verso il tavolo e chiede cambio.
Appena entro Spadone dice una cosa che poi si pentirà a fine partita: "Ah questo qua crede di potermi marcare? Lo batto quando voglio!", io lo guardo e gli rispondo: "Parla meno e gioca di più!".
I Devils attaccano e lui chiede palla e prova ad eseguire arresto e tiro con un mezzo sorriso sul volto ma glielo cancello prontamente con una stoppata con palla ancora attaccata alle mani e lui boffonchia "Fortuna", noi andiamo dall´altro lato con un´azione di contropiede ben gestita e segnammo.
Avversari di nuovo in attacco e lui richiede palla a viva voce, gli permetto di andare in terzo tempo e stavolta lo stoppo appena dopo il rilascio della palla, stavolta se ne esce con l´affermazione "Non ci posso credere, mi è scappata dalle mani".
Noi riandiamo in attacco e con un´azione realizziamo una tripla su tiro di Alì (Alessandro Samorì), i Devils ritornano nella nostra metacampo e provano a fare un gioco per un tiro da tre punti con terminale Claudione, io conoscevo il loro schema perfettamente e lascio che riceva, lui tira e sorride al che io con un salto stoppo la palla in aria e la spedisco con tutta la mia forza nelle tribune a lato e dico: "La fortuna e il caso non c´entrano nulla. Se io sono scarso, tu cosa sei che ti ho stoppato tre volte in fila e senza far fatica?".
Dopo la terza stoppata Claudio venne cambiato, i miei si esaltarono e vincemmo di cinque, a fine partita non mi salutò andando via a testa bassa e ci rimase talmente male che non mi salutò neanche per i due seguenti mesi.
La morale è: "Non vantarti troppo a scapito degli avversari, perché può capitare di incontrarsi una squadra più forte o particolarmente in forma quel giorno" e poi come dice il proverbio: "Chi si loda, s´imbroda!".
La leggenda di Bigio contro Big Jim
Campionato CSI 1991, io giocavo col mitico PSG Granarolo alla quinta di andata dobbiamo giocare in trasferta contro la temutissima squadra della Virtus.
La Virtus era in assoluta la squadra più robusta e fisica del campionato anche perché nei loro giocatori c´era Big Jim, personaggio che io fino ad allora avevo solo sentito per fama ma non avevo mai avuto modo di vedere giocare.
Il soprannome Big Jim era dovuto al fatto che era un enorme massa di muscoli, pivottone sui due metri di altezza con così tanti muscoli dovuti a ore di pesi che se qualcuno lo chiamava lui girava tutto il tronco perché il collo era inchiodato da masse di muscoli l´uno sull´altro che gli impedivano di girarlo, lui ovviamente era conscio di questo e faceva un pò il gradasso e giocava sporco.
Noi per quella partita eravamo solo 8 a causa di infortuni e malattie ma il nostro gioco basato sulla velocità iniziava a metterli in difficoltà, purtroppo l´arbitraggio era molto casalingo e presto ci ritrovammo con l´unico lungo a disposizione fuori per falli.
G.B. (Giambattista Turicchia) che ai tempi era nostro manager, allenatore e tuttofare decide di fare cambi frequenti per evitare falli inutili e per non stancare troppo i giocatori, anche perché quel giorno era caldissimo in palestra (I.P.S. Strocchi).
Capita un´azione di contropiede su palla recuperata di "Scano" uno dei nostri playmaker e battuto il suo avversario subisce fallo ma come se non bastasse Big Jim gli molla una tega assurda dopo il fischio del fallo, Scano cade e si fa male realizza i due liberi e viene prontamente cambiato dal sottoscritto.
Virtus riparte in attacco e su un rimbalzo fischiano ingiustamente il 5° fallo a Morris (Naldini Morris) al suo posto sale Sam (Samuele Ancarani) che aveva 4 falli ed era l´ultimo giocatore a nostra disposizione, il fortunato vincitore dei due tiri liberi fa 0/2 (Billo) e Sam piglia il rimbalzo andiamo dall´altra metà e Big Jim molla un´altra tega assurda stavolta su Gino il nostro playmaker titolare, io qui non ci vedo più dalla rabbia.
Sia Scano che Gino sono piccoli di struttura e contrasti così duri fatti solo per il gusto di fare il grosso mi hanno sempre fatto girare le cosidette.
Il coach chiama la difesa a zona 2-3 per preservare dai falli i cinque rimasti in campo, io mi metto al centro e dico: "Sam stai tu a lato, che gli insegno io l´educazione a Big Jim!"
Ovviamente i Virtussini vedendo un probabile miss-match a centro area (Bigio 183 cm 78 kg vs Big jim 200 cm 105 kg) giocano la palla sul post alto ad altezza tiro libero, io gli lascio volutamente il primo passo per andare a canestro e lui prova a saltare per andare a schiacciare, io salto e stoppo la palla rimanendo con la mano sulla medesima.
Big Jim credendo di andare su facile non molla la palla ed io in tutta risposta non stacco la mano dalla palla anzi tiro giù il braccio in direzione opposta alla sua spinta col risultato che Big Jim frana a terra atterrando sulla schiena con un tonfo assurdo lui mi guarda e dice all´arbitro: "e questo cosa è?" ed io guardando l´arbitro:" Una stoppata!" poi guardo lui e gli dico: "Ci siamo capiti, vero?".
L´arbitro fischia passi in seguito alla mia stoppata poiché Big Jim cadendo non aveva mollato la presa dal pallone.
Per la cronaca dopo Sam fece il 5° fallo e rimanemmo in quattro a 35" dalla fine, tripla con addizionale per me su fallo di Big Jim per cercare di vendicarsi e andiamo a +5, canestro da 2 per la Virtus di Leo (Leonardi Andrea), tiro sbagliato nostro e fallo tattico mio su Billo che ripete lo 0/2, rimbalzo mio e partita vinta di 3 punti.
La leggenda della stoppata spaziale
Torneo estivo dell´OAMI stavamo giocando contro la squadra dei carabinieri, stavamo subendo il loro gioco ed in difesa eravamo un pò fiacchi.
Ime (Imerio Badiali #15) si volta verso il nostro allenatore (Alessandro Ancarani) e dice: "Dammi Bigio!", prontamente cambio volante come da regolamento e Ime mi guarda fisso negli occhi e capisco al volo cosa voglia da me, tra Leggendari ci si capisce con un semplice sguardo e senza indugi rispondo alla sua richiesta.
Iniziamo a recuperare lo svantaggio con difesa arcigna e con secondi e terzi tiri presi dopo alcuni miei rimbalzi in attacco arriviamo fino a -3, vicini al riposo con un´azione ben giocata i carabinieri riescono a ruotare palla fino al loro tiratore più forte in angolo dai 3 punti, fino a quel momento aveva fatto tutti i canestri che aveva tirato e non potevo farlo segnare ancora e con uno scatto felino dal gomito opposto arrivo in corsa e salto per stoppare, la palla era già staccata dalle mani di almeno un metro ma l´ho presa mandandola fuori gridando: "Non in casa miaaaa!!!", i pochi spettatori presenti emisero un boato d´incitamento misto stupore per il mio gesto atletico appena compiuto, l´attaccante mi sorrise e stringendomi la mano mi disse: "Complimenti, non avrei mai creduto qualcuno potesse stoppare così!"
L´arbitro quindi fischia la fine del primo tempo, andando in panchina Ime mi dà un cinque sorridendo e dicendomi: "YES MAN!", il coach mi guarda e mi fa: "Ogni volta mi stupisci sempre più, sembravi volare. Questa l´hai proprio cacciata nello spazio, starà girando coi satelliti della NASA!".
La squadra si galvanizzò e vincemmo, unica punta di rammarico che dopo si fece male il loro giocatore che avevo stoppato, scavigliandosi su un arresto tiro con ricaduta su un piede di Elvis (Enrico A. Guerra).
Ultima leggenda compiuta...almeno per ora
Premessa: da richiesta del mio amico Piro (Stefano Melandri) eseguo questo intervento a testimonianza della mia ultima leggenda cestistica che risale a circa una decina di giorni fa. "N.d.B.(Nota di Bigio) Lunedì 27 Luglio 2009"

Antefatto: dopo l´ennesimo campetto deludente dall´aspetto d´intensità, decido di fare ritorno al PalaLucchesi mia seconda casa dopo anni che non vi facevo capolino.
Io e Zuk (Andrea Zucchini) ci dirigiamo in bici vero la palestra e lì sorprendo il mitico Elvis (Enrico A. Guerra) e Miguel (Michele Drei) a fronteggiarsi in una sfida di ping pong, dopo un paio di scambi mi metto a fare un paio di tiri a canestro lì a fianco con Zuk, dalla sala pesi esce Piro (Stefano Melandri) e mi esorta a sfidare Elvis e Zuk a basket.
Piro:"Fate tanto i galletti, dite sempre che battete chiunque! Sfidate Bigio se avete le palle!"
Elvis:"Ma no dai, poi con chi gioca Bigio? Non ha il compagno!"
Piro:"Dai dai fate sta sfida, tu e Zuk contro Bigio e Miguel."
I due galletti convinti della loro superiorità e considerando la cosa molto facile accettano, ma non ai 31 punti (classico punteggio di vittoria nei 2 vs 2 e 3 vs 3), allora Piro dice di farla agli 11.
Palla al tiro da 3 per chi comincia ad attaccare e il vostro amabile Genio del Basket non fallisce, Miguel mi guarda e mi dice:"Dai Bigio, spacchiamogli il culo in fretta che devo andare via!"
Lo vedo carico e gli passo palla, tiro da 3 e ciuff, gli ripasso la palla altro tiro da 3 e ri-ciuff, l´esperienza insegna di cavalcare l´onda finché è alta in America direbbero Ride the Horse ovvero fintanto che il tuo compagno di squadra è carico e motivato dagli la palla, gli passo la palla una terza volta facendo penetrazione centrale e scarico sulla linea dei 6,25, Miguel ritira da 3 e compie il terzo ciuff.
Sul 9-0 gli avversari provano a serrare la difesa Miguel esegue un quarto tiro da 3 ma piglia sul primo ferro del canestro ma il rimbalzo di chi può essere se non del Re dei Rimbalzi?
Riapro su Miguel ed eseguo un taglio flash, per il dai e vai che concludo con un tiro in terzo tempo a zig-zag.
Partita chiusa lasciando a zero i due galletti o meglio i due polli, con Piro che andando via dice:" Ricky meglio se non vieni più in palestra se no smettono di venire questi quà, vieni tu una volta e li hai massacrati. Stanotte non dormono mica questi!"

Come è giusto che sia riporto in fondo il testo della mail di richiesta di Piro:

Ciao grande Ricky,

mi devi fare un favore,
dopo che io sono stato il fautore ed il solo ed unico testimone della sfida tra te e Miguel,
vs. Andrea ed Elvis,
vorrei che tu mettessi nella tua pagina, interamente o quasi dedicata al basket,
questo evento.....
Vorrei ricordare che erano anni che non ti si vedeva alla Lucchesi , che i due tuoi avversari sgallettavano un pò troppo e che spesso con me si lasciavano scappare che avrebbero potuto battere chiunque...
....beh, vedo che alla prima volta in cui li abbiamo messi alla prova,
uno schiacciante 11 a 0 è una bella risposta!!!!!

Come ti ho detto,
ora loro due hanno appeso dietro la porta della palestra una tua foto barrata,
con sopra scritto:
" IO NON POSSO ENTRARE "

Grandi!!!!!!!!
E´ stato troppo bello assistere allo scambio,
anche se un poco troppo veloce....

Aspetto con pazienza tu possa narrare come si sono svolti i fatti,
da che sei arrivato,
a che io e te ci siamo reincontrati ( ti ricordo che Elvis e Andrea stavano giocando a ping pong...) ,
a quando ho proposto che tu sfidassi qualcuno di loro,
all´accoppiata - per loro, sulla carta, inferiore... -
tu e Miguel,
ecc ecc ecc.....

SONO FREEMENTE !!!!!!!!!!!!
La leggenda della stoppata in recupero
Giovedì 5 Novembre 2009, a seguito di carenze per motivi influenzali e motivi poco validi all´allenamento degli U19 abbiamo partecipato anche io e Cero (Roberto Ceroni).
Durante un 4 contro 4 a tre squadre con prova dello schema "alto" , mi ritrovo a marcare l´ala che in questione era un nostro giovane dotato di buoni mezzi tecnici e discreta qualità atletica, provo ad anticipare il passaggio su di lui per intercettare la palla ma "K" (così chiameremo il giovane diciamo per motivi di privacy) legge bene la mia difesa e taglia con abile backdoor.
K sulla ricezione esegue arresto e tiro convinto di avermi battuto, e qui commette il suo errore sia di valutazione che di scelta di tiro, con agilità sorprendente recupero posizione davanti a lui e saltando 45 cm lo stoppo e recupero palla con seguente rimbalzo.
Coach Borghi ovviamente gli ha fatto notare che il vostro beneamato leggendario non solo e più basso ma è anche decisamente meno allenato e in forma di lui, per non parlare poi del punto di vista anagrafico (21 anni di differenza) e che la sera prima avevo giocato contro gli ostici "Devils" di Forassassi & co ed eravamo solo 6.
Fonti segrete dicono che K la notte non abbia dormito a seguito di ciò, io spero invece che per lui sia stata una lezione importante nel non dare per scontato un canestro facile.
La leggenda della prima schiacciata
Andando spesso e volentieri al campetto molti giovani cestisti mi chiedono in maniera abbastanza ricorrente come si faccia ad arrivare a schiacciare o come poter saltare più in alto e devo dire che i metodi per migliorarsi sono tanti ma esiste anche una predisposizione naturale al salto che madre natura concede ad alcuni giocatori e devo dire che sono uno tra questi fortunati, nonostante la mia mole riesco ancora a "zompare" decisamente ad altezze che distruggono tutte le leggi fisiche della gravità e delle masse.
La domanda successiva è inevitabilmente sempre la stessa: "Tu schiacciavi?", ebbene sì e anche facile ne porto ancora i segni addosso, cicatrici dovute ai ferri che una volta non avevano gli ancoraggi per le retine con le famose s di plastica ma avevano degli elicoidi dove far passare il passante della retina e proprio su questi riccioli metallici spesso e volentieri andava a sfregarci il polso nella fase di ridiscesa.
A questo punto la terza domanda che mi pongono è grosso modo la stessa cioè "Quando hai schiacciato la prima volta?" seguito dal cosa si prova e via dicendo.
La mia prima schiacciata è avvenuta ad età avanzata avevo circa 16/17 anni ed è avvenuta in maniera del tutto causale ed imprevista.
Un Venerdì sera con la scusa di uscire con delle amiche con ritrovo ai mitici Salesiani, alcuni miei amici mi hanno intrappolato in un traslocco del reparto degli Scout, dei Lupetti e del Clan che risiedevano al primo piano dei Salesiani proprio sopra il bar del circolo.
A questo punto nelle vostre teste gira sicuramente questo pensiero: "Sì, ok Bigio ma che c´entra con il basket e le schiacciate e i leggendari?", c´entra c´entra e non poco ma andiamo con ordine.
Dopo aver finito di traslocare maree di mobili e suppellettili, con i vari "prima finiamo, prima andiamo" e i "tanto tu sei grande e grosso con te ci mettiamo un attimo" mi fermo un attimo nel cortile/parcheggio dei Salesiani dove vi era anche un campo da basket.
I canestri stranamente mi sembravano più bassi, poi il mio occhio cade su una palla sgonfia lì vicino e non so il motivo che mi abbia spinto a farlo ma eseguendo un terzo tempo da manuale da sinistra piazzo uno schiaccione ad una mano di piena potenza tanto che a seguito del rumore del ferro, due miei amici (Marco Loli e Mirko Mazzotti) si voltano e mi chiedono cosa sia stato, io candidamente e con orgoglio in risposta gli dico: " Ho schiacciato!", i due increduli mi chiedono di ripetere e io con estrema fatica ripeto ma in maniera più goffa, Mirko sostiene che non sia in grado e di lasciar perdere e il buon Loli invece ben impressionato si lascia sfuggire un "boia dè cumon!".
Il giorno dopo sono tornato a fare dei tiri ai Salesiani e ovviamente a fare altre schiacciate ma venni cacciato dal parroco perché distraevo gli interni impegnati nelle lezioni che si fermavano a guardare dalle finestre le mie prodezze!
La leggenda degli occhi della tigre!!!
Come sottotitolo potrebbe avere la leggenda del buzzer beater (tiro allo scadere).
Campionato CSI di parecchi anni fa, si và a giocare in trasferta contro una squadra giovane e neo-acquisita in campionato il Solarolo Basket dove giocavano i miei amici Kamel Khoury e "Greme" Grementieri Marco.
La partita si rivela tosta soprattutto per via dell´arbitraggio molto concessionario e casalingo, ma le partite dure non mi hanno mai impressionato anzi sono sempre state fonte di stimolo.
Nel mio breve minutaggio faccio il cosiddetto lavoro sporco, con rimbalzi, stoppate e gran difesa ma non riesco a trovare buoni tiri in attacco e la cosa non mi andava giù, non volevo sfigurare di fronte a miei amici e a due giovani pulzelle che stavano seguendo la partita a bordo campo sulle tribune.
I tempi erano ancora solo due e da venti minuti ciascuno e le azioni da 30 secondi.
Capita che verso lo scadere del primo tempo abbiamo rimessa a favore dalla nostra metà campo difensiva con circa 3 secondi per il tiro, i padroni di casa chiamano un time-out per organizzare la difesa.
Io guardo "Bando" (coach Marco Bandini) e gli dico: "Ce l´ho!", lui mi guarda e mi chiede: "Cosa?", io:"Me lo sento, faccio canestro!", lui mi guarda e dice:"Vedo che hai gli occhi della tigre, mi fido entri al posto di Maz (Mirko Mazzotti)".
Bando fa eseguire la rimessa su di me, io eseguo un passo e tiro dalla linea di metà campo e ciuffo facendo esplodere di gioia e stupore compagni e avversari.
La partita cambia d´inerzia e ci portiamo avanti facilmente, riuscendo a gestire la partita in maniera tranquilla.
Verso la fine del secondo tempo e della partita capita un´altra rimessa laterale a nostro favore, stavolta nella metà campo offensiva.
Guardo Bando e gli dico: "Ce l´ho di nuovo!", lui mi guarda e dice:"Quando hai gli occhi della tigre, puoi fare qualsiasi cosa!" e mi fa rientrare per il buon Maz.
Stavolta i Solarolesi per evitare di farmi tirare, dato che mi ero reso pericoloso con alcune triple messe a segno, decidono di raddoppiarmi spingendomi nell´angolo di metà campo per cercare di farmi fare infrazione di campo e qui si sbagliano perché il vostro Genio facendo un jump-shot in rotazione piazza una tripla allo scadere facendo esplodere il palazzetto in un boato.
Il giocatore che mi marcava mi si è inginocchiato davanti e mi ha anche chiesto di poter far cambio di maglia non ricordo il nome ma era il numero 6.
Ovviamente dopo negli spogliatoi mi è toccata la doccia vestito come prassi del buon cameratismo cestistico.
Il giorno seguente invece mi sono rivisto con le due gnokke che guardavano la partita, e anche quelle sono state due buone conclusioni!

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News

21-02-2012 20:30
Fonte: Flo - Under19 Elite

U19Elite: Basket95 Faenza-Cestistica Piacentina 86/70

14-02-2012 18:37
Fonte: Macio - News Under 14

Faenza non infierisce sui problemi (di organico e di nessun allenamento) di Cesena

14-02-2012 17:26
Fonte: Macio - News Under 14

Come nel miglior thriller: Il suicidio perfetto...... č servito!!!

13-02-2012 21:30
Fonte: Flo - Under19 Elite

U19 elite: BSL S.Lazzaro - Basket95 Faenza 67/42

24-01-2012 18:30
Fonte: flo - Under19 Elite

U19 elite: AquileGualtieri-Basket95Faenza 76-69

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